Il Clostridium botulinum e i bovini: cosa c’è da sapere

Il clostridium botulinum è un batterio che può colpire diverse specie animali, tra cui l’uomo. I bovini sono particolarmente sensibili a questa malattia neuro paralitica che spesso è devastante per l’intera mandria. Molti non hanno ancora una percezione del rischio collegata a questa patologia e non sanno che, sebbene i casi siano sporadici, anche in Italia, coinvolge un numero elevato di capi ed ha un alto tasso di mortalità. I capi bovini interessati possono essere sia da latte che da carne e la mortalità può arrivare al 90%. Gli enti preposti, una volta riscontrata la malattia possono emanare provvedimenti di abbattimento totale della mandria.

L’origine del Clostridium botulinum

Ad innescare la tossinfezione botulinica è la presenza di sostanze altamente tossiche presenti nei foraggi in silos mal conservati e contenti spore di Clostridium botulinum.

Anche le carcasse di piccoli mammiferi e uccelli possono veicolare la tossina se accidentalmente inglobate nella dieta dei bovini.

Una volta stoccati i foraggi, le spore batteriche vengono liberate e assimilate dagli animali. Basta anche una piccola quantità di materiale ingerito per causare danni irreversibili sulla mandria bovina.

Le neurotossine botuliniche sono le sostanze a più alta tossicità presenti in natura e vengono assorbite a livello intestinale per poi entrare in circolo attraverso i vasi sanguigni, determinando la progressiva paralisi muscolare.

Come riconoscere il Clostridium botulinum

Alcuni aspetti possono lasciar pensare che uno o più capi possano aver contratto la tossinfezione. Nelle prime fasi, i bovini diminuiscono l’assunzione di alimentazione. In concomitanza possono comparire i primi segnali di una difficoltà nella deambulazione. Uno dei sintomi più frequenti di intossicazione è la paralisi che origina dagli arti posteriori e costringe l’animale al decubito. Questo può perdurare per diversi giorni prima che la malattia abbia effetti terminali. In base alla gravità dell’infezione, la morte può sopraggiungere anche in poche ore dalla prima comparsa dei sintomi di malessere. A partire dal treno posteriore, sanno interessati gli arti anteriori, il collo e la testa, si presenteranno quindi difficoltà nella deambulazione, nella funzione masticatoria, nella respirazione e infine sopraggiungerà la morte per paralisi respiratoria periferica. E’ importante sottolineare che il periodo di incubazione può essere di poche ore o prolungarsi fino a 10-14 giorni. Ciò implica che nuovi casi possono manifestarsi anche a seguito dell’allontanamento dell’alimento contaminato e a diversi giorni dal primo focolaio.

Botulismo, Autorità sanitarie e Umani

Se è vero che il Clostridium botulinum porta alla morte di capi infetti, è anche vero che può avere effetti anche sugli umani. Ingerire alimenti contaminati può provocare pericoli per la salute: dopo un periodo di incubazione (da 12-48 ore fino a 8 giorni) compaiono sintomi come nausea, vomito, diarrea e forti dolori muscolari; seguono importanti problemi neurologici, secchezza delle fauci e delle vie respiratorie, alterazioni visive, disturbi della fonazione e della deglutizione.

Cosa fare contro il botulismo?

La cura specifica del botulismo consiste nella somministrazione di un “antidoto”, il siero anti-tossine botuliniche, che ha lo scopo di neutralizzare le tossine presenti nel sangue ma non ha alcun effetto su quelle già penetrate nelle cellule nervose (neuroni) e, di conseguenza, sui disturbi già presenti.

Il botulismo nel bovino non rientra tra le malattie soggette a denuncia obbligatoria. E’ chiaro però che nel caso vengano coinvolti più animali, e quindi di fronte ad episodi di intossicazione collettiva, è opportuna la segnalazione all’Autorità sanitaria la quale attiverà, tutte le procedure per limitare i danni in allevamento, per giungere ad una diagnosi precisa e tutelare la salute pubblica. La conferma del sospetto si ottiene solo in laboratorio con la dimostrazione della neurotossina botulinum in campioni biologici prelevati dagli animali in vita con segni clinici e soprattutto dalle analisi sui soggetti morti.

Come tutelare l’allevamento

A seguito di tossinfezione da neurotossina prodotta da Clostridium botulinum si può rendere necessario l’abbattimento di uno o più capi dell’allevamento. Una perdita non indifferente per l’allevatore! A seguito della Morte e abbattimento di necessità per tossinfezione da neurotossina prodotta da Clostridium botulinum la nostra soluzione assicurativa indennizza l’Assicurato per la Perdita bovini e bufalini.

Ma non l’unico problema che può sorgere in azienda. Malattie, morte ordinaria, eventi predatori da canide, mancato reddito, abbattimento forzoso, furto del bestiame o asfissia a seguito di incendi sono solo alcuni esempi.

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